4 | VALUTAZIONE DEL FONDO

4 | VALUTAZIONE DEL FONDO

RESPONSABILITÀ DEL POSATORE. La prima, fondamentale operazione che il posatore deve compiere è quella di valutare le caratteristiche del fondo, e capire se esso sia pronto a ricevere il rivestimento o se vada preventivamente preparato. Tutti gli inconvenienti di stacco riscontrati negli anni sono stati causati da un’errata valutazione del fondo o un errato utilizzo del collante, soprattutto nella posa dei modelli a pannello. Le responsabilità di tali stacchi ricadono sempre sul posatore come da Codice Civile artt. 1667 - 1669.

murogeopietra deve essere applicato su superfici, strutturalmente solide, costruite secondo la buona prassi dell’edilizia. Le superfici ove applicare il rivestimento Geopietra® devono avere una consistenza tale da poter sostenere nel tempo un rivestimento di circa 50/70 Kg/m2 (35/50 kg Geopietra, 5/8 kg Geocoll, 8/13 kg Geobi) in caso di posa su isolamento termico esterno, il fabbricante dovrà garantire la portata di 70 Kg/m2. In particolare il collante deve poter trovare l’aggrappo sufficiente a sostenere le tensioni che si creano tra rivestimento e struttura senza strappare. Contrariamente a quanto si possa pensare, il maggiore problema non risulta essere il peso delle pietre ma, le diverse dilatazioni termiche tra i vari materiali, create dai cambiamenti di stagione, di temperatura, di asciugamento. Laddove non esiste un ancoraggio più che perfetto tra i due fondi, aumenteranno le possibilità di stacco.

4.1 ERRORI DA EVITARE

1. posa in presenza di vernice. Qualsiasi vernice, trattamento impermeabilizzante di superficie o altra finitura, non possiedono le caratteristiche meccaniche per sostenere la pietra, essendo predisposti a sostenere esclusivamente il proprio peso ed adeguandosi ai movimenti strutturali. L’applicazione di un rivestimento, con dilatazioni termiche diverse dal fondo in presenza di essi comporta il totale stacco nel tempo.

2. posa su intonaci premiscelati. Esistono intonaci premiscelati a base cementizia con buone resistenze meccaniche che dopo opportuni accorgimenti sostengono murogeopietra. Ne esistono moltissimi altri meno robusti, base calce o altro, che non sostengono il peso del rivestimento. Si suggerisce, prima di porre il rivestimento direttamente sull’intonaco, di consultarsi con il produttore e con il posatore, richiedendo loro le garanzie del caso. Verificare che non esista presenza di polvere o materiale smosso sul fondo, tipico della lavorazione finale degli intonaci premiscelati (rabottatura).

3. posa su strato di normale stabilitura. La normale finitura con stabilitura (o malta fine) solo base calce crea uno strato superficiale inconsistente e debole, come fosse una vernice, senza le adeguate resistenze meccaniche necessarie a sostenere un rivestimento.

4. posa con collante spalmato solo sul fondo con spatola dentata e senza doppia spalmatura. Utilizzare un sistema di posa simile a quello di una comune piastrella (soprattutto nei modelli scaglia P16 e monte panel P12), con spalmatura del collante solo sul fondo tramite spatola dentata, comporta sicuramente lo stacco del rivestimento. L’assorbenza del materiale Geopietra®, combinata con quella del fondo, crea un’asportazione rapida dell’acqua dal collante bloccando la reazione chimica in atto e impedendone l’ancoraggio al fondo.

5. collante non adeguatamente ancorato al fondo. Riportare il collante solo sul pezzo e appoggiandolo con una leggera pressione al fondo non ne garantisce l’ancoraggio. Geopietra® necessita di una doppia spalmatura fresco su fresco, con distribuzione del collante su tutta la superficie del pezzo esercitando durante la posa un’energica pressione con movimenti laterali, fino alla fuoriuscita del collante in eccesso ed un sicuro ancoraggio.

6. posa con temperature del fondo troppo elevate con conseguente “bruciatura” del collante oppure sotto 0° con conseguente gelivazione del collante. L’indurimento e la presa di un collante avviene tramite l’azione chimica innescata dall’acqua di impasto. La mancanza di quest’ultima comporta il blocco immediato della suddetta azione compromettendo l’indurimento ed il raggiungimento delle caratteristiche meccaniche richieste. L’impasto troppo duro, temperature di gelivazione o anche temperature oltre i 30°C del fondo possono rovinare un collante e la sua presa con conseguente stacco nel tempo.

7. posa su superfici molto assorbenti. La medesima problematica descritta al punto 6 può avvenire anche con un fondo molto assorbente: l’asportazione rapida dell’acqua dal collante interrompe l’azione chimica di indurimento senza raggiungere le caratteristiche tecniche desiderate.

8. applicazione preventiva di primer, aggrappanti o consolidanti. In presenza di fondi non stabili si può credere, erroneamente, di risolvere il problema utilizzando prodotti aggrappanti o consolidanti. Al contrario essi lavorando solo in superficie o solo per pochi millimetri di profondità non vanno a consolidare tutta la parte inconsistente. Anche se agissero con sufficiente robustezza, creerebbero comunque una barriera al passaggio del vapore che si manifesterebbe con problemi di condense o nei casi più gravi di stacchi del rivestimento.

9. applicazione su muri di contenimento terra non impermeabilizzati. Possibili infiltrazioni d’acqua possono formare aloni sulla pietra e portare alla formazione di salnitro che rovina il materiale e nei casi più gravi causare distacchi.